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Il Karma e' una Ruota. L'anima e' il suo motore.

Lo Scopo della nostra incarnazione. Come la decidiamo? E perchè?


Lo Scopo della nostra incarnazione. Come la decidiamo? E perchè?

 

Molte persone non credono alle “energie”, spesso chi ci crede sa poco o sa distorte realtà.

Gli influssi religiosi poi generano false credenze e limiti notevoli.

Cercherò quindi di darvi il mio punto di vista.

Ma in realtà cosa sono queste energie?

 

Ebbene, noi siamo un contenitore energetico, siamo energia che vibra a determinate frequenze generando la materia.

Essendo nati sulla terra, dentro questo contenitore vi sono sia energie di luce sia di ombra.

Le energie di “luce” e quelle di “ombra” (il nome giusto sarebbe “energie della qualità della luce” e “energie dell’altra qualità”) sono comandate a fare, ad agire a manifestare dentro di noi emozioni ed amore.

Il contraltare delle due energie.

Possiamo dire che le energie della luce partono dal nostro cuore (ghiandola del Timo) ed ingenerano l’amore per noi stessi, per tutto ciò che ci attornia .. e sono le energie dell’amore incondizionato al quale prima o poi siamo chiamati a raggiungere sperimentare e andare oltre.

Le altre energie servono a bilanciare ed a generare la paura, la madre di tutte le emozioni e quindi a ingenerare dentro di noi limiti, vincoli, false credenza e false convinzioni, ma soprattutto tenerci ancorati nella nostra vita alla semplice realtà, vivo e poi muoio. e quindi di norma tendono a limitare sino a precludere la nostra evoluzione tendente naturalmente verso la Luce.

Non vi è niente che sia un caso.

Tutto e’ perfetto così com’è.

Tutto e’ regolato da energie superiori, sapienti, che in funzione del tuo percorso di vita generano ciò che tu sei con rapporto al tutto e creano il tutto .

Generano cioè ciò che ti serve per gestire la tua esperienza terrena.

Se non ci fossero le energie dell’altra qualità la nostra incarnazione sulla terra non sarebbe permessa salvo casi particolari.

Quindi tutti, ripeto tutti, nessuno escluso, è immerso e completato da queste due energie.

Ogni esperienza di vita ha uno scopo preciso.

Risolvere tutto quanto ancora irrisolto (VITE PREGRESSE E ATTUALE) e che la nostra anima ha il compito di farci vivere e di averci fatto vivere proprio perché noi lo comprendessimo.

Del resto riflettiamoci.

Se siamo essenza Divina e la nostra vita è l’espressione del Nostro Spirito o meglio ENTITA’ DI LUCE, o meglio ancora PARTICELLA DI DIO, FRAMMENTO DELLO STESSO, noi siamo sempre stati SPIRITO

Non serve quindi diventarlo sulla terra.

Se siamo qui’ è per sperimentare la nostra ESPERIENZA TERRENA proprio grazie al fatto che abbiamo 5 sensi e possiamo interpretare il cibo, il tatto, l’odorato, il gusto, il piacere sessuale ecc.

Cosa che lo SPIRITO puo’ fare solo energeticamente noi possiamo farlo materialmente.

Ed è questo il nostro compito.

NOI, non siamo nati per fare  “Lo spirito”, o per essere “Uno spirito in terra” o per stare con la testa tra i “santi”, e tutto ciò che noi crediamo assunto e generato dalla spiritualità.

NOI SIAMO QUI PER VIVERE, DECIDERE, FARE, AGIRE ED ESPERENZIARE.

Il nostro primo obiettivo, il nostro primario compito o SCOPO della notra esistenza è  FARE ESPERIENZA

E una volta fatta, condurla attraverso la nostra consapevolezza nella nostra COSCIENZA che è quella dello SPIRITO STESSO.

Infatti alla nostra cessazione noi come ci siamo riconosciuti in questa vita non esisteremmo mai piu’.

Non esiste “un dopo” per Sergio Cupidi, o Gesu Cristo, ma solo per il “Nostro Spirito” che ha consapevolizzato dentro di se le nostre e quelle di migliaia di varianti incarnazioni di altre simil persone.

Questa nostra esistenza è solo un test, una serie costante di prova da superare ed insegnamenti da ricevere.

Una prova continua che siamo chiamati a fare per generare equilibrio tra materia e spiritualità, riconoscerle entrambe e scegliere da quale parte stare, con chi avere a che fare, e quali esperienze avere.

Il vero equilibrio e vivere la spiritualità nella materia. cioè, attraverso l’esperienza fatta nella materia, comprendere il senso della nostra incarnazione.

Se di spiritualità si può parlare si dovrebbe caso mai evidenziarla in questo senso.

Io, essendo emissione energetica (ologramma)  di uno “spirito” che attraverso me stesso (attore principale del film che ha scelto di vivere lo spirito in accordo con maestri di luce e spiriti guida, anima ecc.) vivo le mie esperienze, e che attraverso esse genero la mia stessa esperienza, la consapevolizzo e la trasformo in coscienza generando l’ evoluzione dello Spirito.

Prima di effettuare una nuova Incarnazione.

Quando un individuo progetta di reincarnarsi, conduce una ricerca da diversi punti di vista: in primo luogo, gli amici hanno un ruolo determinante, dato che nella maggior parte dei casi non si decide da soli.

Poi ci raduniamo in gruppi e conversiamo; ognuno racconta le proprie esperienze nelle incarnazioni passate, e come aiuto ci sono anche i cosiddetti “cinema olografici”.

Il programma prevede determinati eventi ed epoche che ci si può guardare a scopo di studio.

E’ un po’ come quando guardate alla TV dei documentari su altri continenti, mete turistiche e simili.

Da noi ci sono questi cinema olografici con un’ampia scelta di film, dove e` possibile reperire informazioni su determinati periodi, sulle condizioni tecniche, sulla convivenza degli esseri umani in quell’epoca.

Tutto questo viene documentato in questi film, compresi gli eventi storici particolari e i luoghi in cui si sono svolti.

Andiamo quindi al cinema con un gruppo di amici, proprio come fate voi, e cominciamo a esaminare in un film le varie possibilità d’incarnazione.

In seguito, ci sono, di solito, delle discussioni: alcuni vorrebbero che nella successiva vita ci fossero determinate cose, altri ne vorrebbero altre, e così, si formano dei piccoli gruppi con interessi comuni.

La scelta di un’incarnazione viene anche influenzata dal desiderio di rimanere insieme ai propri amici.

Scegliamo quindi i genitori che ci piacerebbe avere e gli amici che vorremmo incontrare nella vita terrena.

Ci s’incarna, poi, per così dire, su un piano temporale e in una zona dove l’incontro possa verificarsi.

La cerchia di amicizie che viene a formarsi nel corso dell’esistenza è costituita per lo più da persone che conosciamo già da altre vite.

Lo stesso vale per le persone che non sopportiamo.

Più tardi spiegherò più precisamente come, nella fase di progettazione, ci si accordi anche su ciò che i singoli desiderano fare o sperimentare nella vita.

Naturalmente questa progettazione si svolge in accordo con il Sé superiore di tutti gli individui coinvolti.

 

Quindi questo è lo scopo della mia incarnazione, se la vogliamo definire MIA ed INCARNAZIONE.

Spesso questo è difficile da comprendere.

Ma se cerchiamo di guardare in profondità vediamo ancor piu’ chiaro…LO SCOPO

LO SCOPO PRIMARIO DELL’INCARNAZIONE

RIPARARE AI DANNI COMPIUTI

E come fa lo spirito a rendersi conto del danno che ha provocato ad altre persone?

In qualche momento, nella fase di non incarnazione, lo spirito affronta un ripasso esauriente dei fatti moralmente più rilevanti dell’ultima vita. Durante questo ripasso, per ogni situazione vissuta, lo spirito non solo percepisce ciò che ha provocato in un determinato momento, ma simultaneamente percepisce i sentimenti e le emozioni degli altri esseri che subirono le conseguenze dei suoi atti, avvertendo il benessere o il malessere di questi come se fosse il proprio.

Qual è esattamente l’obbiettivo di questo ripasso?

Che lo spirito prenda coscienza delle decisioni rilevanti che ha preso in vita rispetto alle leggi spirituali, delle conseguenze dei suoi atti verso il prossimo, se attuò con amore o con egoismo e, grazie a tutto questo, l’obbiettivo finale è evolvere. Deve conoscere le questioni che ha affrontato in quella incarnazione, quelle che ha superato e quelle che ancora deve superare, visto che le prove successive dipendono in gran parte dagli atti svolti nelle incarnazioni precedenti.

Sembra essere come un giudizio finale, no?

Più o meno, ma senza nessun interesse di umiliare o castigare lo spirito. Si fa tutto ciò perché prenda coscienza de suoi atti rispetto alle leggi spirituali e rispetto agli altri esseri del creato.

E chi giudica se i suoi atti sono o no corretti? Lui stesso, con l’aiuto di spiriti superiori.

Come può essere cosciente lo spirito se è stato ingiusto o meno nel suo comportamento, se non lo è stato nella vita fisica?

Perché riceve l’aiuto degli spiriti superiori che fanno chiarezza, visto che per la sua scarsa evoluzione, ancora non la possiede.

Visto che giudica se stesso, non potrebbe capitare che non sia totalmente imparziale? Come si può evitare che lo spirito agisca favorendosi?

No, non agisce favorendosi perché lo spirito si riconosce in questo stato di chiarezza spirituale indotto da questi spiriti superiori di cui ti ho parlato. In questo stato si vede la realtà così com’è, in una forma totalmente imparziale.

E cosa succede poi?

Che lo spirito si prepara per correggere e superare quei comportamenti negativi nelle prossime incarnazioni e a seconda delle sue capacità sceglie le prove che gli possono servire per rimediare. Tutto dipende dal cammino che lo spirito decide di percorrere. Da un lato c’è la riparazione lenta, però più lunga nel tempo. Dall’altro lato ci sono prove più forti che però servono per avanzare più rapidamente.

E questo succede immediatamente? Voglio dire, nella vita successiva lo spirito già rimedia quello che ha fatto in vite precedenti?

Non sempre, perché ci sono molti spiriti che non hanno mostrato nessun interesse a correggersi e quindi vengono trattenuti nelle fasce più basse dell’astrale inferiore, ritornando alla vita senza passare prima per il processo di rieducazione. Anche se lo spirito ha iniziato il processo di riforma, c’è da considerare che al principio la voglia di unirsi al bene è fragile e non riesce sopportare le prove più dure. Per questo lo spirito ha l’opzione di vivere incarnazioni di transizione nelle quali non affronta direttamente il suo debito. Esse gli serviranno di preparazione per rafforzare la sua volontà di riforma e la sua perseveranza. Le incarnazioni nelle quali lo spirito affronterà le prove più dure arriveranno quando sarà sufficientemente preparato e con una volontà di miglioramento più stabile.

Che tipo di prove spettano agli spiriti “indebitati”?

In genere soffrire sulla propria pelle circostanze simili a quelle che hanno provocato in vite precedenti, per rendersi conto di ciò che è o no in armonia con le leggi spirituali, e lavorare per riparare il danno inferto.

Mi dovresti fare un esempio perché lo possa capire.

Ok, immagina che uno spirito incarna nel XVIII secolo in una famiglia bianca e ricca, che ha molti beni e schiavi che gli lavorano la terra. Sicuramente, visto il contesto familiare e gli insegnamenti che ha ricevuto, questo spirito non si renderà conto che anche gli schiavi sono esseri che sentono e soffrono come lui e che la schiavitù è un’azione contro la legge dell’amore e del libero arbitrio, visto che nessuno ha il diritto di approfittarsi della volontà di un altro nel proprio interesse materialista o di qualsiasi altro tipo, e meno se questo essere è uguale a lui. Sicuramente se domandi allo spirito che

è adesso un signorino se gli sembra giusto avere degli schiavi, molto probabilmente offenderesti il suo onore e ti direbbe: “come puoi paragonare uno sporco e ignorante schiavo con un signore della mia categoria”. Circostanza di “sporco, ignorante e schiavo”, che lui stesso ha contribuito a creare e mantenere. Se gli sembra che tutto questo sia corretto, allora sarà conforme a sperimentare la situazione dal lato contrario e quindi, nascendo nella prossima vita come figlio o figlia di una schiava della sua famiglia, sperimenterà la sofferenza dal lato opposto. Quindi chiedi allo spirito, che adesso è lui uno schiavo, se gli sembra bello tutto ciò. Ti dirà che è inumano e si lamenterà della sua sfortuna dicendo: Signore, cosa ho fatto io per meritarmi questo? Alla fine non ha fatto altro che raccogliere ciò che lui stesso aveva seminato. Probabilmente, dopo questa esperienza, quando sarà in condizione di cambiare le cose, ad esempio incarnandosi nuovamente come proprietario della tenuta, forse si ricorderà di quello che ha imparato precedentemente e lotterà per l’abolizione della schiavitù.

Da questo esempio, devo dedurre che gli schiavi possono essere stati signori in altre vite e aver contribuito alla schiavitù?

Si, e i signori schiavi. Uno stesso gruppo di spiriti possono aver sperimentato queste posizioni alternativamente per molte vite, fino a quando si sono resi conto che la miglior forma per rispettare la libertà di ciascuno è quella di rispettare la libertà degli altri in qualsiasi circostanza.

Ma obbligare quindi lo spirito a provare ciò che lui stesso ha fatto non equivale alla regola occhio per occhio dente per dente?

Ho già detto che non è un castigo, ma una forma per imparare. Se uno crede che ha agito giustamente e che può ricevere ciò che fece in passato, non ha niente da temere. Al contrario, desidererà raccogliere la giusta ricompensa delle sue buone azioni. Mentre, se ha agito con egoismo, danneggiando gli altri, non avrà molta voglia di raccogliere ciò che ha seminato. Se l’intenzione della legge sarebbe quella di punire il trasgressore, come una specie di vendetta, potremmo considerarlo un occhio per occhio. Nonostante tutto, l’obiettivo della legge non è castigare ma promuovere l’evoluzione dello spirito, attraverso la sperimentazione personale delle azioni provocate. Detto in un’altra maniera, la legge della giustizia spirituale pone ognuno di noi di fronte agli atti compiuti, in modo che possa trarne vantaggio. Non è necessario che passi esattamente per le stesse circostanze che ha provocato, anche se è la forma più veloce per imparare, e molti spiriti fanno questa scelta perché desiderano uscire dalla loro situazione di inferiorità spirituale, nella quale si sentono profondamente infelici.

E non esiste una forma meno drastica, perché lo spirito possa liberarsi del suo debito?

L’intensità delle prove dipende dallo spirito in questione, dalla velocità con la quale vuole liberarsi del suo debito spirituale e dalla capacità che ha di superarle. Solo quando lo spirito sarà preparato, lo liquiderà appena gli si presenti l’occasione. Come se si trattasse di un prestito bancario, ma senza interessi, lo spirito è debitore karmico. Gli si presentano varie possibilità per rifarsi, per pagare il proprio debito, scegliendo un cammino o un altro. Può decidere di saldarlo in un tempo più breve, ma con quote più alte, o in un tempo più lungo con quote più basse. Le guide spirituali normalmente optano per la seconda opzione, e quindi, pagare il debito in quote più comode, anche se in questo modo lo spirito ha bisogno di un numero maggiore di incarnazioni per saldarlo. Normalmente però, gli spiriti hanno fretta di abbandonare lo stato di tristezza in cui si trovano per il peso del danno arrecato, e tendono a scegliere le prove più intense per eliminare al più presto il karma. In ogni caso, lo spirito deve decidere se vuole affrontarle o no, e viene preparato perché possa superarle con esito positivo.

 

Quindi noi viviamo la nostra esperienza.

Per farla abbiamo bisogno di un agente generatore.

La nostra  Entità Energetica (o AUREA)

Il complesso e fitto intreccio di ghiandole e cellule che grazie alla loro energia (ogni cellula di norma ha una carica elettrica e quindi genera un campo magnetico attorno a se… infatti le nuove tecnologie di ispezione corporea si basano proprio su questa realtà, analizzano il campo magnetico cellulare)

Queste energie sono coloro che generano nel campo la nostra informazione.

Si chiamano trasmettitori energetici e sono assimilabili ad emettitori come quelli delle tv, radio ecc.

Ma abbiamo anche i ricevitori, che servono a farci sentire le energie… sia quelle in equilibrio con noi sia quelle in disequilibrio.

Chiedete a chi fa pranoterapia, reiki, pranic, radiestesia ecc.

Ora andiamo a capire il ruolo delle energie su di noi.

L’Anima del nostro Spirito, si è caricata di tutte le situazioni che hanno ingenerato traumi, contraddizioni, conflitti, di tutte le esperienze dello spirito pregresse.

Noi in realtà non abbiamo un anima, perché noi non esitiamo.

Il nostro spirito esiste, e la sua anima… pure.

Quindi noi, l’avatar dello spirito ha nel suo cammino già descritto il film.

Quindi noi riceviamo l’impulso dal nostro DNA che è l’antenna elettromagnetica che ci consente di essere in ricezione continua e costante con i registri akashici, dove è già scritta (oltre a tutte le pregresse esperienze dello spirito,) anche quella attuale.

Quindi configurazione fisica, mentale, psichica ed animistica sono già dentro di noi al 100%

Nel nostro cammino queste energie dette qualità pian piano si manifestano e ci inducono a fare scelte.

Se il nostro compito è quello di fare il pianista a 4 anni (state sicuri che lo diventerà) inizierà magari cn la trombetta per finire sui tasti bianconeri.

Ma dentro di noi ci portiamo anche tutti gli IRRISOLTI delle esperienze pregeresse.

Questi limiti ENERGETICI, quindi iniziano a far capolino.

Rapporto con i genitori, amici, il nostro ambiente di vita ecc.

Pensate a quei bambini che avendo scelto (lo spirito in accordo con tutte le Entità superiori) di sperimentare la divisione dagli affetti con magari lui che resta orfano, con magari lui che ha i genitori che si dividono, e quindi vive quella situazione. Tutto è perfetto csi’ com’è.

O a quei bambini che sperimentano l’amore in maniera tragica sviluppando malattie gravissime e poi magari interrompere l’esperienza avendo però compreso cosa significa amare un figlio, loro che magari ne hanno avuti e non amati in vite precedenti e lo SPIRITO ha scelto proprio quella esperienza per sedimentare nella coscienza questi valori.

Quindi queste energie hanno un compito, che è quello di ingenerare gli ostacoli.

Senza gli ostacoli non ci sarebbe evoluzione.

Immaginate una vita serena felice senza alcun trauma e senza alcun pianto. (secondo la nostra metrica sarebbe perfetta… e auspicabile, del resto solo un “matto” amerebbe soffrire o farsi del male, o essere povero, infelice  ecc. e questo è capibile) ma non è e non sarebbe utile al progetto DIVINO, che è totalmente diverso da cio’ che noi crediamo e desideriamo.

Poi ci sono le energie dette di Flusso.

La terra è in realtà un flusso costante di due energie.

L’energie dell’amore e dell’altra qualità

Esse sono i mattoni del duale.

Grazie ad esse si svolgono tutti i progetti di vita terrestri

E dentro questo flusso noi nuotiamo, una volta di qua ed una volta di là.

Non è male, non è vietato non è un problema.

Anzi è proprio ciò che ci serve.

Sappi in ogni caso che tutto cio’ che proviene dall’esterno di te ha come unica fonte Dio stesso.

Quindi, tutto CIO’ CHE ARRIVA DALL’ESTERNO A TE VA:

IN PRIMO LUOGO ONORATO

IN SECONDO LUOGO RISPETTATO

IN TERZO LUOGO AMATO

Sperimentare tutto ed il contrario di tutto serve proprio poi a dire a noi stessi… ok questo non lo faro’ mai più perché non è ciò che desidero.

Ma lo puoi dire solo dopo che l’hai sperimentato direttamente su di te.

Il prossimo post verterà sul come riconoscerle ed eventualmente trasformarle.

Buona Vita

Sergio Cupidi

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